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Comune

Statuto Comunale

di Mercoledì, 26 Marzo 2014 - Ultima modifica: Venerdì, 16 Settembre 2016
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Dettando i principi dell’ordinamento delle autonomie locali la legge 8 giugno 1990, n. 142 ha affermato in primo luogo che “le comunità locali, ordinate in comuni e provincie, sono autonome” ed ha voluto che questa loro condizione venga affermata ed espressa con l’adozione di un proprio documento: lo Statuto.

Lo spirito della norma è stato recepito in toto nella legge regionale 4 gennaio 1993, n.1 con la quale la Regione Trentino Alto Adige ha emanato il nuovo ordinamento dei suoi comuni; ognuno di essi dovrà darsi una carta che contenga le norme fondamentali per il funzionamento dell'ente, determini le attribuzioni degli organi, i diritti di iniziativa, di controllo e di partecipazione dei consiglieri e gruppi consiliari, l'ordinamento degli uffici e dei servizi pubblici, le forme di collaborazione fra comuni e con altri enti locali, della partecipazione popolare, del decentramento, dell'accesso dei cittadini alle informazioni ed ai procedimenti amministrativi.

La novità della norma è stata giustamente messa in rilievo e grande importanza è stata data all’approntamento di questo documento, che diventa affermazione del principio di autonomia e di autarchia della comunità locale, pur nell’ambito dei principi fissati dalla legge dello Stato.

Al dettato della legge 8 giugno 1990, n.142 si deve senza dubbio riconoscere carattere fortemente innovativo rispetto all'ordinamento precedente, ma non certo "rivoluzionario"; non è la prima volta infatti che nella storia delle comunità si incontra d'adozione di carte statutarie. Questo è accaduto anche per quella di Mezzolombardo.

Nell'archivio comunale si conserva uno statuto del Comune in antico regime dell'anno 1584, approvato dal principe vescovo di Trento, cardinale Lodovico Madruzzo, suo signore territoriale di allora. Sul piatto della coperta del documento è scritto con lettere di colore giallo oro: "Statuto di Mezolambardo".

Dovendo provvedere alla redazione dello Statuto di autonomia dell'odierno Comune di Mezzolombardo voluto dalla normativa predetta, viene naturale ritornare con la memoria a quel primo statuto dell'anno 1584 e scoprire un fatto che accomuna entrambi: l'essere il fondamento e l'affermazione dell'autonomia comunale in momenti storici molto diversi.

Lo Statuto del 1584 si pone come prima raccolta scritta delle norme, per lo più consuetudinarie, di autoreggenza della comunità rurale di Mezzolombardo, norme che in precedenza venivano tramandate per via orale; è il punto di arrivo dell'evoluzione del modulo di governo di una comunità che risulta costituita in forma rappresentativa già nell'anno 1262, ma le cui origini sono ben più antiche.

Nei suoi capitoli sono contenute disposizioni che riguardano gli organi della reggenza della comunità (elezione, competenze e attribuzioni, durata in carica), l'acquisto e la trasmissione del titolo di membro della comunità (vicinanza), norme per l'uso e lo sfruttamento del territorio comunale da parte degli appartenenti alla comunità (vicini), disposizioni in materia di sanità e igiene pubblica, polizia rurale e urbana, di edilizia, per citarne alcune.

E' il documento sul quale si fonderà il governo della nostra comunità e del suo territorio fino al 1810, data in cui i comuni in antico regime vengono soppressi, che non resta tuttavia immutato nel tempo ma viene aggiornato per far fronte alle nuove esigenze; alla stesura originale vengono infatti apportate aggiunte e modifiche fino all'anno 1793.

Visto da vicino lo Statuto comunale del 1584 presenta quindi peculiarità ed eterogeneità normative che lo rendono notevolmente diverso da quello codificato dalla legge 142/90; ha invece in comune la caratteristica di carta pubblica dell'autonomia e dell'autoreggenza della comunità locale di Mezzolombardo. Per tale motivo può essere preso a fondamento ideale di questo nuovo Statuto di autonomia.