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Cenni storici

di Giovedì, 03 Aprile 2014 - Ultima modifica: Giovedì, 04 Settembre 2014
Fotografia storica del paese di Mezzolombardo

Mezzolombardo, ai margini della piana Rotaliana lungo la strada antica che collegava la val d'Adige con l'Anaunia, era il borgo a cui facevano riferimento i due castelli, della Torre e di S. Pietro, con la Rocchetta a guardia della via, presso la profonda forra del Noce.

Queste fortificazioni erano parte di un sistema difensivo che comprendeva Castel Corona, Castel Firmian a Mezzocorona, il fortilizio di Cantaleone a Grurno, il castello di Montereale e la casa-forte di S. Michele, trasformata successivamente in monastero dagli agostiniani.

Che proprio i siti poi fortificati fossero abitati durante il neolitico, l'epoca dei bronzo e poi occupati nel periodo romano, è presumibile dalla situazione orografica; per cui limitati lembi di terra emergevano, per lo più addossati alle pendici delle montagne, dalla bassa palude, e viene confermato dai ritrovamento archeologici di monete, tombe, oggetti di terracotta, armi, ecc. La premessa della crescita fisica di Mezzolombardo si ha nella via romana, che abbandonando la pista preistorica, di attraversamento in quota sopra Mezzocorona, raccordò la via Claudia Augusta con l'Anaunia in continuità della destra Adige, passando per il colle di S. Pietro.

Nell'anno 1271 esisteva alla chiusa della Rocchetta un ospizio con una chiesetta dedicata a S. Cristoforo. A presidio del ponte fu costruita nel 1333 una fortificazione sulla roccia soprastante; in seguito vi fu aggiunto un dazio. Il centro abitato di allora, corrispondente al rione medioevale di Piaz, è in posizione elevata sul conoide di deiezione dei rio di Fai. Documenti sulle controversie per la determinazione dei confini con i centri abitati più prossimi attestano lo sviluppo della comunità e dell'aggregato di Mezzolombardo («Mezo, Mezo di S. Pietro») fra il XIII ed il XV secolo.

Determinante fu la formazione della vicinia feudale di Mezzocorona, sottoposta al potere dei conti di Tirolo lasciando così maggiori forme di autonomia a Mezzolombardo, che venne a trovarsi ai confini dei principato vescovile di Trento. Nel 1584 viene approvata la prima carta di regola di Mezzolombardo, Capitoli della Regola de Mezzo San Pietro "cavati e reformati dalle antique consuetudini osservate" che rappresenta la codificazione degli usi tradizionali.

Le riunioni pubbliche si tenevano in località Piaz; ed in seguito, nel 1597, per ospitarle fu comperato un edificio in contrada per «andar su al Piaz», ancora oggi esistente seppur trasformato. Come era prassi, la «Carta di Regola» riportava in modo analitico le usanze attraverso cui si definiva la convivenza civile, la partecipazione alla cosa pubblica, la protezione della comunità dalle ingerenze esterne e specificava come affrontare quelle questioni attinenti i più frequenti litigi. In quella di Mezzolombardo è pure contenuto un articolo, riferito in generale all'attività edilizia: «91 ltem perché l'è d'usanza e consuetudine osservata, e cosi è deliberato che si osservi ancora che quando alcuna persona vorà fabricar una casa da per sè, la debba fabricar lontana dalli termini over confini per un piede e mezo de mesura, volendo però far piovere over far fenestre contra il suo vicino; ma quando non gli volesse far piovere nè fenestre contra, alora sia in libertà di quel tale di far la fabrica appresso li termini over confini; e chi contrafarà caschi nella pena de lire vinticinque de bona moneda e remover la fabrica incominciata contra la disposizion dei presente capitolo, non essendo però d'accordo».

Immagine decorativa

Con questo articolo viene indicato in modo esemplare il criterio di crescita edilizia - seguito a Mezzolombardo fin dall'alto Medioevo - in massima parte per case a schiera. Dei tessuto urbano di allora rimangono purtroppo scarse testimonianze, a causa dei disastrosi incendi che, nel 1635 prima e nel 1705 poi hanno devastato tutto il paese, risparmiando solo una chiesa - il primo, e la parrocchiale ed il convento - il secondo. L'attuale convento dei francescani era stato costruito fra il 1661 ed il 1670 dalla Congregazione dei padri zoccolanti, alla periferia dell'abitato, in località capitel della Madonna. Escludendo l'aggregato del «Borghetto», Mezzolombardo si disponeva in linea lungo la strada e la sua struttura era sottolineata ai vertici della presenza a nord del «castello della Torre» ed a sud dei castello sul dosso, dove ora esistono un rudere e la chiesa di S. Pietro. La crescita demografica di Mezzolombardo dà la misura dell'importanza che venne gradualmente ad assumere anche come centro commerciale, oltre che agricolo: nel 1658 contava 866 abitanti che, saliti a 2.052 nel 1818, erano ormai 2.781 nel 1847 in un borgo di 364 case. Una transazione «inter universitas viliarum Metzii coronae et Metzii S. Petri, de modo reparandi arcas fluminus Nucis» dell'anno 1527 e la grande inondazione dei 1789 documentano la ormai secolare precarietà dell'alveo dei Noce. Fra il 1850 ed il 1853 il corso dei fiume Noce fu deviato ed arginato opportunamente, ponendo così termine al continuo pericolo di inondazioni.
Il corso dei Noce venne quindi rispostato verso l'abitato di Mezzocorona, ponendo al sicuro ed ampliando le campagne dove si coltiva la pregiata uva per il Teroldego, vino di cui si faceva fiorente commercio. 
Il periodo compreso tra la fine della dominazione napoleonica e la crisi economica generale posteriore al 1870 è stato caratterizzato da un notevole dinamismo economico, a cui ha fatto riscontro la realizzazione di opere pubbliche come gli argini, il ponte verso Mezzocorona (1832), l'imbrigliamento del torrente che scende da Fai (1835), la selciatura e la sistemazione delle strade interne, l'edificio delle scuole, la biblioteca, la strada per il convento dei frati (1839), l'ospedale-ricovero (1854), la strada «Retta» per S. Michele (1859-60). Tali opere pubbliche erano anche rapportate ad una dimensione demografica di 3.442 abitanti nel 1880, quando esistevano ormai a Mezzolombardo trenta imprese commerciali e trentaquattro artigianali (una prima filanda a vapore risale al 1832).

Nel 1901 viene realizzato il nuovo palazzo dei Giudizio sulla via dei Frati. Ad esso seguono altre iniziative pubbliche e private, secondo il disegno progettuale, tipicamente ottocentesco, di incardinare l'ampliamento urbano su di un viale di rappresentanza. Agli inizi dei XX secolo Mezzolombardo, oltre a mostrarsi centro commerciale di notevole importanza - aveva due banche, una cassa rurale e su di esso gravitavano buona parte della valle di Non , era anche sede di diverse strutture di interesse pubblico, come l'ispettorato forestale, la Cassa distrettuale ammalati, gli uffici dei distretto giudiziario, una biblioteca, l'ospedale, le scuole popolari con circa settecentocinquanta alunni, la scuola industriale femminile, l'asilo infantile capace di ospitare trecento bambini e con mensa gratuita per quelli poveri, il corpo dei pompieri ed altre minori. Vi transitava pure la ferrovia elettrica Trento-Malè.

Nel dopoguerra la strada principale è stata spostata esternamente al vecchio abitato, ed attorno ad essa si è aggregato il nuovo tessuto residenziale e commerciale, concorrendo a spostare l'asse urbano di Mezzolombardo, (5.347 abitanti nel 1977), verso le aree di espansione edilizia, che hanno occupato la campagna aperta ed intasato le pertinenze a verde dell'insediarnento storico.