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Azienda Agricola
BARONE DE CLES
Proprio nel centro storico di Mezzolombardo, passato un grande portone a volta, è situata la cantina del Barone de Cles. Già nel secolo XIV i Cles,
antichissima famiglia anaune, possedevano vigneti sulle balze attorno a Castel
Cles, loro feudo
"da sempre". Nel castello, tuttora proprietà familiare, essi conservano l'antica cantina, con gli
attrezzi in legno e pregevoli affreschi cinquecenteschi, fra cui una scena di vendemmia. Proprio in quel castello nacque, nel 1485, Bernardo de Cles che, divenuto principe-vescovo di
Trento e Bressanone, portò nel Magno Palazzo del Buonconsiglio l'amore per il vino, facendosi costruire le
magnifiche "cantine clesiane", le cui botti teneva ben fornite con i migliori vini delle sue terre. Quasi contemporaneamente alla storia dei Cles, si svolge quella degli
Scari. Già verso la fine del '500 si hanno notizie di traffici vinicoli degli
Scari e, un secolo dopo, uno di loro viene addirittura condannato perché aveva importato uve dalla vicina zona di Lavis, a quel tempo grave reato. Nel secolo XVII la famiglia
Scari di Kronhof già coltivava documentatamente uve Teroldego nei propri poderi del Campo Rotaliano e, nel 1759, già esiste la
cantina nel centro storico di Mezzolombardo. Nel 1833, ai vecchi possessi si aggiunge una vasta brughiera sassosa, situata allora lungo il letto del Noce, che sarà poi deviato, nel 1852,
nell'attuale alveo.
Proprio lì, dopo decenni di sacrifici e lavoro, nacque un ben ordinato vigneto: il Maso
Sclri.
In tempi più vicini a noi, nel 1943, le storie delle due famiglie si uniscono e i Barone de
Cles, per successione in linea femminile, entrano in possesso del patrimonio dell'estinta famiglia Scari, il cui nome continua a vivere in un grande Teroldego.
Il dottor Michele de Cles, che cura esclusivamente la lavorazione, ha da anni puntato sulla vendemmia tardiva, tanto che difficilmente, a Maso Scari, la raccolta dell'uva inizia prima del 25 ottobre, a volte anche dopo i Santi. Il vino prende coni corpo e robustezza, forza ed energia, le qualità di un 'vero' Teroldego.
Le bottiglie prodotte sono 100.000. Da segnalare il Rosso Cardinale, uvaggio segreto - Merlot e Lagrein - prodotto solo in particolari annate.
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