......siete collegati con la rete civica del Comune di Mezzolombardo.........
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TEATRO San PIETRO

Piazza PIO XII

STAGIONE DI PROSA  2007-2008

COORDINAMENTO TEATRALE TRENTINO

Assessorato alle attività Culturali

Circolo Culturale '78

 
 

INFORMAZIONI

Tutti gli spettacoli avranno luogo presso il Teatro San Pietro di Mezzolombardo in Piazza Pio XII, con inizio alle ore 21.00.

Prevendita abbonamenti:
- da lunedì 19 a mercoledì 21 novembre 2006 presso la biglietteria del Teatro San Pietro dalle ore 18.00 alle 19.00, per il rinnovo dei vecchi abbonamenti;
- da giovedì 22 a venerdì 23 novembre presso la biglietteria del Teatro San Pietro dalle ore 18.00 alle 19.00 e da giovedì 22 novembre presso gli sportelli delle Casse Rurali del Trentino per la sottoscrizione dei nuovi abbonamenti;

Prevendita biglietti:
- per tutti gli spettacoli a decorrere da Lunedì 3 dicembre presso gli sportelli delle Casse Rurali del Trentino fino alle ore 15.30 del giorno della rappresentazione o del venerdì precedente se lo spettacolo è programmato di sabato.
Il servizio è offerto a titolo gratuito dalle Casse Rurali Trentine.

Orario biglietteria presso il Teatro S. Pietro:
- la sera dello spettacolo a partire dalle ore 20.00;

Informazioni: presso la Biblioteca comunale di Mezzolombardo (0461/60.26.48)
Gli abbonati hanno inoltre diritto a:
- ingresso ridotto "studenti" a tutti gli spettacoli proposti nelle altre piazze del Coordinamento Teatrale Trentino: Ala, Aldeno, Borgo Valsugana, Brentonico, Cavalese, Cles, Nago-Torbole, Pergine Valsugana, Riva del Garda, Rovereto, Sarnonico, Tesero, Tione e Trento (per tutta la programmazione della stagione);
- ingresso a prezzo ridotto a tutti gli spettacoli programmati dal Teatro Stabile di Bolzano a Bolzano (per gli spettacoli in abbonamento nei turni B C D E F) previa prenotazione telefonica.
Il calendario è suscettibile di variazioni per cause di forza maggiore.
 

ABBONAMENTI

 Intero   € 55,00
 Ridotto per soci Associazioni comunali   € 50,00
 Ridotto per studenti (fino a 25 anni)
 e per anziani (oltre i 65 anni)
  € 45,00

 

INGRESSI

 Intero   € 10,00
 Ridotto per soci Associazioni comunali   € 8,00
 Ridotto per studenti (fino a 25 anni)
 e per anziani (oltre i 65 anni)
  € 7,00
 PER LO SPETTACOLO "DON PASQUALE”  e  "IL SERGENTE"   intero    € 15.00
  ridotto  € 10.00

Informazioni sul teatro e sul cinema in Trentino nel sito internet: www.trentinospettacoli.it

 
 

 

lunedì 3 dicembre 2007 - Teatro Stabile di Bolzano
IL TEATRO COMICO

di Carlo Goldoni
con Patrizia Milani, Carlo Simoni e con Alvise Battain, Libero Sansavino, Roberto Tesconi
regia di Marco Bernardi

mercoledì 19 dicembre 2007 - A.Artisti Associati
NATALE IN CUCINA

di Alan Ayckbourn
con Marianella Laszlo, Gianfranco Candia, Maria Laura Rioda, Barbara Porta, Dario Biancone, Angelo Zampieri
regia di Giovanni Lombardo Radice

martedì 12 febbraio 2008 - Coordinamento Teatrale Trentino – As.Li.Co
DON PASQUALE
dramma buffo di Gaetano Donizetti
orchestra 1831
regia di Cristina Pietrantonio

giovedì 21 febbraio 2008 – Teatro del Suono
ANFITRIONE
di Moliére
con Roberto Serpi, Beatrice Schiros, Antonio Zavatteri, Alberto Giusta,
Mariella Speranza, Massimo Brizi
regia di Antonio Zavatteri

mercoledì 5 marzo 2008 - Teatro Stabile di Bolzano
“DA QUI A LA’ CI VUOLE TRENTA GIORNI…”
Storie di emigrazione
di e con Andrea Castelli e Antonio Caldonazzi

lunedì 17 marzo 2008 - La Piccionaia – I Carrara Teatro Stabile di Innovazione
LA MAGNIFICA INTRAPRESA – Galeas per Montes
di Paolo Domenico Malvinni
con Laura Curino e I Calicanto
regia di Titino Carrara

domenica 6 aprile 2008 - Jole srl Progetti Teatro
IL SERGENTE
dedicato a Mario Rigoni Stern
con Marco Paolini
 

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PROGRAMMA DETTAGLIATO DEGLI SPETTACOLI

 

lunedì 3 dicembre 2007
Teatro Stabile di Bolzano
IL TEATRO COMICO

di Carlo Goldoni
con Patrizia Milani, Carlo Simoni e con Alvise Battain, Libero Sansavino, Roberto Tesconi
regia di Marco Bernardi

Il Teatro comico è la commedia manifesto della riforma teatrale goldoniana e mi sembra interessante, in occasione del tricentenario della nascita del grande scrittore veneziano, rileggere questo testo così illuminante sulla poetica della nuova commedia di carattere.

Il teatro comico risale al 1750: Goldoni ha sconcertato e affascinato il pubblico veneziano con il suo teatro così nuovo e moderno e, per rimarcare la propria distanza dalla tradizione, compone questa “prefazione di commedia” in forma drammatica in cui i personaggi discutono del passaggio dalla Commedia dell’Arte alla riformata commedia di carattere.

Il risultato è sorprendentemente moderno, un testo di teatro nel teatro dove il nostro più grande autore teatrale difende appassionatamente la propria filosofia drammaturgia mettendo in scena una compagnia teatrale che sta affrontando una giornata di prove, con tutti i problemi teorici, le fragilità umane degli attori costretti a cambiare il proprio metodo di lavoro, le piccole e grandi rivalità gerarchiche, la pietà umana per alcuni di loro in difficoltà economica.

Un vero gioiello che ci permette di studiare dal buco della serratura il becksatge di una compagnia veneziane del ‘700 nel momento delle tensioni creative. Il tutto raccontato con quello stile comico a tratti irresistibile con cui solo Goldoni riesce a trattare qualsiasi argomento, anche quello a lui più caro come in questo caso.


mercoledì 19 dicembre 2007
A.Artisti Associati
NATALE IN CUCINA

di Alan Ayckbourn
con Marianella Laszlo, Gianfranco Candia, Maria Laura Rioda, Barbara Porta, Dario Biancone, Angelo Zampieri
regia di Giovanni Lombardo Radice

Alan Ayckbourn è ormai diventato un grande classico del teatro comico, considerato al livello di un Cechov inglese e rappresentato in tutto il mondo con successo e divertimento irresistibile. Fra una risata e l’altra, costringe l’esilarato spettatore a riflettere sulle piccole miserie quotidiane e le ansie dei suoi personaggi, sulle ambizioni umane, sui loro destini. In Natale in cucina, considerato il suo capolavoro, la sua abilità psicologica ci racconta la vita di tre coppie di coniugi che si fanno visita in tre anni successivi al tradizionale party della vigilia di Natale, ma la vicenda, per una serie di equivoci e contrattempi di sfrenata comicità, finisce per svolgersi solo nelle rispettive cucine delle tre coppie. Nel primo atto la coppia piccolo borghese è travolta dalla tragedia dell’acqua tonica che la padrona di casa ha dimenticato di comprare, nel secondo, la coppia intellettuale vive la patologica depressione della moglie, che fa di tutto per suicidarsi, senza che nessuno degli ospiti se ne accorga, equivocando le sue intenzioni con effetti di devastante comicità. Nel terzo atto siamo nella cucina della coppia più altolocata, il riscaldamento si è rotto e in quel gelo la padrona di casa delira ubriaca, mentre i destini iniziali si ribaltano: gli squallidi arrampicatori sociali sono ormai alla vetta del successo e gli altri sono costretti a stare al loro gioco.


martedì 12 febbraio 2008
Coordinamento Teatrale Trentino – As.Li.Co
DON PASQUALE

dramma buffo di Gaetano Donizetti
orchestra 1831
regia di Cristina Pietrantonio

Don Pasquale è considerata, con Elisir d’amore e il Barbiere di Siviglia, uno dei tre gioielli della commedia musicale ottocentesca. Scritta da Donizetti all’apice della carriera e data in “prima” a Parigi con un cast stellare, ebbe un successo strepitoso, entrando subito stabilmente nel repertorio. L’autore si vantava di aver scritto tutto in dieci giorni.
La sua biografia sembra quella di una rock star: infanzia poverissima, viaggi vorticosi, successo internazionale, da galoppare prima che sfugga. E anche, come da copione, una vita “maledetta”: la sifilide, tanti lutti alle spalle, 17 mesi in manicomio prima di morire. Quando scrive Don Pasquale, mancano tre anni al black out che ingoiò la sua trentennale carriera nella “paralisi celebrale”, come fu diagnosticata.

“Signorina, in tanta fretta, dove va vorrebbe dirmi?” e “E’ finita, Don Pasquale” sono due frasi che il protagonista pronuncia nel duetto del terzo atto con Norina. Due frasi in cui c’è tutta l’opera. La fretta sfrenata dei giovani di andare non si sa dove e la presa d’atto dei vecchi, durissima, di essere in fondo alla propria strada.
Passando disinvoltamente dall’ironia al romanticismo, dalla risata all’amarezza, Donizetti lavora con materia della più usurata e comune, rendendola viva ed è questo il grande fascino, ancora attuale, di questo titolo.

giovedì 21 febbraio 2008
Teatro del Suono
ANFITRIONE

di Moliére
con Roberto Serpi, Beatrice Schiros, Antonio Zavatteri, Alberto Giusta,
Mariella Speranza, Massimo Brizi
regia di Antonio Zavatteri


Una commedia perfetta, in cui tutto è grazia e leggerezza, anche la violenza. Già, perché di una tragicommedia si tratta e proprio i tratti tragici e la combinazione virtuosistica di elementi diversi messi in/nel gioco rendono perfetta questa commedia. Il basso e l’alto, l’umano e il divino, l’eroismo ed il cinismo tutto concertato con grande eleganza.
Partendo da Plauto, Molière riscrive Anfitrione e mette di nuovo in azione Giove e Mercurio che, con l’aiuto della Notte, perpetrano uno degli intrighi più celebri del teatro classico ai danni di Anfitrione, Alcmena, Sosia e Cleante. Un affare di corna, e di corna “divine”. Quindi gli dei in combutta contro gli uomini, che per soddisfare le proprie
pulsioni, non esitano ad esercitare violenza, a mentire sulla propria identità e soprattutto ad espropriare l’identità dei propri avversari. E gli uomini privati del proprio essere e quindi resi “nulla” dall’esercizio di prevaricazione ed arroganza dei potenti, tema ineluttabile ed eterno. Anfitrione è un grande gioco tra il reale e il suo doppio, la fi nzione, e
dunque oltre ad essere, come ogni grande opera, oggetto di indagine sulla vita e sul comportamento umano è anche una riflessione sul teatro. Non a caso dopo Plauto e Molière anche Von Kleist ha affrontato questa celebre storia con i suoi proverbiali personaggi, e anche noi, come loro affascinati, cerchiamo di reinventare e dare vita a questo capolavoro.

mercoledì 5 marzo 2008
Teatro Stabile di Bolzano
“DA QUI A LA’ CI VUOLE TRENTA GIORNI…”

Storie di emigrazione
di Andrea Castelli e Antonio Caldonazzi
con Andrea Castelli, Antonio Caldonazzi e Dante Borsetto

Questo lavoro ci racconta l’incredibile e coinvolgente storia di un’epopea, quella dei tanti, tantissimi trentini che, soprattutto tra la fine dell’Ottocento ed i primi decenni del Novecento, scelsero di scappare dalla loro terra natale per disperazione e fame e di raggiungere mete spesso lontane oltre ogni immaginazione. Da qui anche il titolo di questa storia fortemente voluta dal direttore del Teatro Stabile di Bolzano, Marco Bernardi, e assemblata da due trentini d’hoc, vale a dire Andrea Castelli e Antonio Caldonazzi, che saranno anche gli interpreti di questo racconto che si snoda in maniera toccante.

Castelli e Caldonazzi per narrare le speranze, le avventure, le fortune e le delusioni dei trentini che hanno cercato lavoro altrove hanno letto e riletto centinaia di lettere spedite dagli emigranti ai loro cari. Hanno frugato e guardato in quelle carte per ricostruire uno spaccato di storia regionale che è anche uno sguardo su quella nazionale e su quanto avviene oggi in un tempo in cui altri migranti cercano di raggiungere l’Italia con ogni mezzo per trovare una speranza di vita, una parvenza di esistenza.

È quanto evidenziano i due curatori e interpreti dello spettacolo quando dicono che di solito è la povera gente a non aver niente da perdere. E quando il rischio si riduce alla propria grama esistenza, allora si parte, inseguendo un miraggio, una speranza, una terra promessa. Il più delle volte ad attendere gli emigranti “di là dal mare” è un’altra vita di patimenti e fatiche, per di più in un paese straniero dove tutto, specialmente all’inizio, appare ostile.

Anche i pochi fortunati, favoriti dalla sorte quanto mai avara, porteranno per sempre nell’anima i segni del lancinante distacco, dell’indicibile nostalgia, della titanica fatica.

Testimonianze preziose di queste storie sono le lettere, punte di iceberg che sottendono storie di vita vissuta, divenute veri e propri documenti storici che ci indicano il cammino da intraprendere per capire fino in fondo il fenomeno dell’emigrazione. Un mondo di situazioni e condizioni che sembra, a volte, molto lontano per l’epoca e gli argomenti trattati, ma che
in realtà riguarda ancora tutti noi molto da vicino.

Quello che emerge dal racconto dolente ma in molti tratti anche divertente di Castelli e Caldonazzi, attori che negli ultimi anni hanno sempre più collaborato con lo Stabile bolzanino in vari spettacoli, è un lavoro unico nel suo genere che s’inserisce alla perfezione in quel filone di recupero storico della nostra terra che ha portato proprio Castelli con il “Racconto del Cermis” ad avvicinarsi allo Stabile di Bolzano.



lunedì 17 marzo 2008
La Piccionaia – I Carrara Teatro Stabile di Innovazione
LA MAGNIFICA INTRAPRESA
– Galeas per Montes
di Paolo Domenico Malvinni
con Laura Curino e I Calicanto
regia di Titino Carrara

È una storia di uomini, una storia di poteri, guerra, ambizioni.
È una storia di acque che corrono nelle pieghe della terra.
Di galee che navigano mari, fiumi, rigagnoli, pozze, e pure piscio di buoi.
E persino sulla terra, sul calcare e il granito.
Non per miracolo, per Magnifica Intrapresa.

Nell’anno 1438, inviata dal doge Francesco Foscari della Serenissima Repubblica Veneta, parte da Venezia una flotta di Galee e barche da guerra. Raggiungeranno il Garda passando dai monti: la pianura è in mano all’esercito milanese al soldo di Filippo Maria Visconti, e per raggiungere ed aiutare l’assediata Brescia questa è l’unica, pur pazzesca, via da percorrere. La flotta risale controcorrente il fiume Adige, combattendo ogni sorta di avversità: migliaia di braccia e funi tirano dalle vie degli zattieri, spingono con pertiche, argani, buoi e cavalli, più di duemila. I ponti vengono abbattuti per fare luogo al passaggio delle navi alberate e avanti fino a Verona. E poi su per la Chiusa fin quasi a Rovereto, con sudore e sangue, non dimenticando il “doveroso” saluto al famoso verone dov’è affacciata la bella Giulietta. A Mori si tirano le navi in secca, e l’impresa si fa titanica: le navi devono attraversare una lunga valle e poi risalire le montagne, aprendosi un varco fra alberi e rocce e raggiungere il passo San Giovanni… per poi volare fra dirupi a Nago e Torbole per posare finalmente gli scafi nella acque color cobalto del lago di Garda. Nel grande lago poi, battaglie dai diversi esiti tra le flotte della Serenissima e dei Visconti di Milano che hanno in acqua le navi degli alleati Genovesi.

Un’impresa titanica raccontata con leggerezza e precisione dalle molteplici voci di Laura Curino, che mette in vita i potenti dell’epoca, i Visconti e i Foscari; i grandi comandanti come Gattamelata, Piccinino e Colleoni; intraprendenti aiutanti come Sorbolo da Candia; abili marinai e carpentieri, talvolta saggi di una sapienza antica, come Blasio che sembra uscito dalla commedia dell’arte. E con le voci le atmosfere musicali e le canzoni del gruppo “Calicanto”.

All’opera carpentieri: allestite i legni, pronte le truppe, ai remi i rematori, le puttane ai puttanieri, selle ai cavalli, agli asini e alle vacche… in arcione i cavalieri… avanti i rematori, i greci e i cretesi, i croati e gli albanesi, i fiamminghi e i todeschi. Alla magnifica intrapresa!


domenica 6 aprile 2008 - Jole srl Progetti Teatro
IL SERGENTE

dedicato a Mario Rigoni Stern
con Marco Paolini

Marco Paolini presta la sua arte di narratore ad un romanzo pubblicato per la prima volta nel 1953: Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern. Si tratta del racconto autobiografico dell’allora sergente Rigoni, impegnato nella sanguinosa campagna di Russia durante il secondo conflitto mondiale. Ambientato nell’inverno 1942.1943, affronta uno degli episodi più drammatici nella storia del nostro esercito; la ritirata dei soldati attraverso le innevate pianure della Siberia. Ormai allo sbando e circondati dall’armata Rossa, i personaggi del racconto, reali e non di fantasia, cercano di sopravvivere durante la ritirata, passando da un villaggio all’altro con alterne fortune. Li guida un giovane sergente, che diventerà poi lo scrittore del romanzo. E proprio grazie alla sensibilità dell’autore, facciamo la conoscenza di esseri umani profondamente sconvolti dal conflitto, ma che mantengono fino in fondo la propria dignità: così il tenente Cenci, molto amico di Rigoni e generoso in battaglia; il caporalmaggiore Moreschi, sempre di buonumore nonostante tutto; Tourn, alpino piemontese che nasconde con allegria la paura; Lombardi, cupo taciturno; il caporale Pintossi, calmo e flemmatico…piccoli grandi uomini che affrontano un’avventura spesso senza vie d’uscita.

 

 
Per contattare la rete civica del Comune di Mezzolombardo...    urp@comune.mezzolombardo.tn.it