Progetto per il
Patto Territoriale
della PIANA ROTALIANA

Innanzitutto qual è l'origine della parola "rotaliana"? Molti storici e ricercatori si sono affannati a spiegarlo. Fra gli altri anche il nostro concittadino Francesco Filos che dedica i primi capitoli del suo libro "Notizie Storiche di Mezolombardo" a questa ricerca, concludendo come il nome sia di origine longobarda poiché coevo al periodo nel quale viene nominato dallo storico medioevale Paolo Diacono. In effetti nella sua "Historia Longobardorum" il cividalese Diacono al libro III capitolo 19 scrive:

…….."in quegli stessi giorni (siamo nell'anno 589 d.C. NdR), approffittando di una scorreria di alcuni Franchi, il castello di Anagni, che si trova nel Trentino al confine settentrionale dell'Italia, passò dallo loro parte. Per questo motivo il conte longobardo Ragilone di Lagare si recò ad Anagni e ne saccheggiò il castello; ma, mentre ritornava carico di bottino, fu ucciso nel campo Rotaliano con parecchi suoi soldati dal duca franco Cramnichi, che gli era andato incontro.

A sua volta, non molto tempo dopo Cramnichi assalì e saccheggiò Tridentum ma Evino, duca della città, lo inseguì e lo uccise con i suoi compagni presso Salorno, recuperando il bottino……….."

Altri autori danno un'interpretazione lessicale seconda la quale il toponimo significherebbe campo del dazio (G. Maria Rauzi), altri leggono nel termine un significato geografico di pianura dell'acqua (M. Odorizzi Coraiola), altri infine lo legano al nome del re longobardo Rotari (B. Malfatti).

Quale che sia l'origine, ci piace iniziare la presentazione di questo progetto mettendo la storia etimologica della piana rotaliana all'inizio, come segno della omogeneità millenaria di questo pezzo di territorio.

I Longobardi dunque ebbero un peso notevole nella storia antica d'Italia, della quale furono conquistatori nel Medioevo. Certamente anche nel nostro territorio la loro dominazione si fece sentire e qualche reperto storico è rimasto anche se sinora dalla zona del cruento scontro armato testè narrato non è stato trovato nulla. Riportiamo di seguito, la foto di una fibula longobarda conservata presso il Museo Civico di Rovereto, che per una curiosa coincidenza è stata rinvenuta nei pressi di Villalagarina, località dalla quale proveniva il conte longobardo Ragilo o Ragilone sconfitto nei campi rotaliani dall'avversario Cramnichi. Ci piace immaginare che la fibula ritrovata sia la sua…………

 

L'organizzazione del Progetto

Gruppo di lavoro

Consulente

Prof. Pilati

SISTER scarl Trento

Coordinatore

V. Tonazzo

Assessore Rappresentante del Comune Mezzocorona

Componente

B. Kaisermann

Assessore Rappresentante del Comune Mezzolombardo

Componente

C. Malpaga

Assessore Rappresentante del Comune S. Michele a/A

Componente

M. Kaswalder

Assessore Rappresentante del Comune Roverè della Luna

Componente

E. Tomasi

Assessore Rappresentante del Comune Faedo

NOTA IMPORTANTE

Tutti i documenti che seguono sono da considerarsi work papers, vale a dire carte di lavoro del tutto ufficiose e non impegnative; sono spunti, idee e proposte che verranno sottoposte, vagliate ed approfondite ed assemblate con quelle provenienti dai Rappresentanti degli altri Comuni in sede di Gruppo di lavoro, per arrivare alla stesura di una bozza condivisa e di razionale contenuto.

 

 

Comune di Mezzolombardo

 

I patti territoriali

 

Cosa sono i Patti Territoriali: una definizione possibile

 

I Patti Territoriali sono un istituto nuovo del nostro ordinamento amministrativo, ma soprattutto decisamente nuovo è l'approccio progettuale e il coinvolgimento sociale che la realizzazione di un Patto Territoriale implica.

E' uno strumento della cosiddetta Programmazione negoziata o concertata, che è stata introdotta dalla Legge 662/1996 che costituisce il punto di partenza, il cardine definitorio degli strumenti utilizzati, intendo tale programmazione il sistema di accordi tra soggetti pubblici e/o tra parti pubbliche e private, per la realizzazione di interventi diversi, orientati ad un'unica finalità di sviluppo.

L'idea innovativa alla base di questo strumento è quella di dar corpo ad un processo di pianificazione della crescita economica e sociale, che ponga in primo piano le istituzioni e i protagonisti del mondo produttivo e della società civile presenti sul territorio. Per gli operatori economici privati, in particolare, è la prima vera occasione di poter partecipare e decidere di imprimere in modo diffuso e trasparente in un discorso di programmazione su vasta scala.

E' da ricordare, peraltro, che la normativa, la procedura, la dottrina sono ancora ai primi passi su questo argomento e non esiste ancora una vasta esperienza ed un quadro preciso e puntuale al quale fare riferimento.

I patti territoriali nascono come misura di programmazione per le aree depresse a livello nazionale (DL 32/1995), riprendendo una normativa comunitaria lanciata dal Consiglio Europeo di Esse nel dicembre del 1994. A livello provinciale i Patti sono regolamentati dalla L.P. 13 dicembre 1999 n. 6 nonché dalla delibera della Giunta Provinciale n. 161 del 4 febbraio 2000.

Si inseriscono a livello politico nella linea di progressiva trasformazione dello Stato in senso federalista e rappresentano il futuro per l'attività della pubbliche amministrazioni (così la delibera CIPE del 21.3.97); altro criterio informatore, che è anche alla base del criterio ispiratore delle riforme istituzionali, è quello del principio della sussidiarietà , che pone in capo alle autorità territorialmente e funzionalmente più vicine ai cittadini l'esercizio delle responsabilità pubbliche.

Il Patto ha dimensione locale e risponde ad esigenze e finalità di sviluppo definite in sede locale.

Il Patto è dunque uno strumento messo a disposizione dei Sindaci e delle forze economiche e sociali trentine, al fine di individuare e realizzare progetti concreti e partecipati dall'intera comunità locale.

I soggetti del Patto

I soggetti del patto sono i soggetti promotori di un'idea forte e si può trattare di Enti Locali, parti economiche e sociali, soggetti pubblici o privati portatori di interessi diffusi, ivi ccompresi società finanziarie e istituti di credito e la Provincia Autonoma di Trento.

Esiste poi il Soggetto Responsabile che è individuato dai soggetti sottoscrittori e rappresenta in modo unitario gli interessi dei soggetti, provvedendo all'attuazione del Patto e ne assicura il monitoraggio e la verifica dei risultati.

Il tavolo di concertazione è formato dai soggetti promotori e da tutti i soggetti dell'area rappresentanti di interessi territorialmente organizzati.

Come si realizza

 

Va ricordato che il patto approvato usufruisce di strumenti di semplificazione delle procedure in materia di opere pubbliche provinciali, di deroghe alle procedure di programmazione settoriale, di contrazione dei tempi per modifica degli strumenti urbanistici subordinati al PUP.

 

Strumenti finanziari di cui disporre

 

Priorità sulle leggi provinciali ,deroghe ai criteri di settore, massima intensità di agevolazione

Riserve di fondi sulle leggi di settore provinciale

Riserve sul Fondo per le Opere Pubbliche di rilevanza provinciale ( art. 16 LP 36/93)

Fondo per il finanziamento delle infrastrutture materiali e immateriali (LP 6/99)

 

Requisiti minimi territoriali

 

Il requisito minimo territoriale per la realizzazione di un Patto, è rappresentato dall'accordo di tre comuni geograficamente vicini ed economicamente interconnessi. Il requisito non è così necessario però, per le realtà costituite da almeno due comuni, se esaustive di una zona geograficamente delimitata con non meno di 5000 abitanti. All'interno di questa delimitazione vi sono poi delle priorità assegnate ad aree particolari.

 

 

NORMATIVA PROVINCIALE SUI PATTI TERRITORIALI

 

 

Il comma 1, che sostituisce il comma 1 dell'art.5 della L.P. 8.7.96 n. 4, definisce gli strumenti della programmazione provinciale; al punto d) sono inseriti i Patti territoriali (gli altri strumenti sono il programma di sviluppo provinciale, il PUP, il bilancio pluriennale e annuale ella PAT, i piani e programmi previsti dalle leggi di settore).

Il comma 1, dell'art. 12 ter della L.P. 8.7.96 n.4 introdotto dal comma 2 della citata legge, così lo definisce: "accordo promosso da enti locali, dalla Provincia, da parti sociali, da soggetti pubblici o privati, ……rivolto ad attuare un programma di interventi caratterizzato da obietti di promozione dello sviluppo locale ed ecosostenibile, costituente fondamentale espressione del principio del partenariato sociale. - altro omissis-

Il comma 2 chiarisce che il patto è altresì uno strumento di attuazione della riforma istituzionale per il decentramento della pubblica amministrazione; demanda al successivo comma 12 l'istituzione delle priorità.

Il comma 12 assegna alla Giunta Provinciale di stabilire con propria delibera:….."i criteri, le modalità e l'ordine di priorità per la predisposizione e per l'attuazione dei patti territoriali nonché le misure per l'intensità delle agevolazioni..".

Dice tale delibera che "……..la finalità sottesa al nuovo strumento è quella di favorire una crescita delle aree interessate basata su politiche di sviluppo della competitività e dell'occupazione coerenti con le prospettive di crescita sostenibile……." ..nonché." la PAT si è dotata dello strumento del patto territoriale quale nuovo mezzo di programmazione pur in accezione più ampia di quella nazionale…". Viene poi detto che esso risulta mezzo ideale per il perseguimento di una pluralità di finalità e cioè: a) di programmazione decentrata, b) di programmazione negoziata, c) di programmazione integrata, d) di programmazione dei servizi pubblici.

Nella citata delibera viene esplicitato chiaramente che "…in considerazione dei numerosi elementi innovativi del nuovo strumento programmatorio la presente disciplina (dettata dalla delibera n.d.r.), va intesa come transitoria e sarà rivisitata dopo una fase di sperimentazione…".

Si passa poi a definire i requisiti del patto (zone geograficamente prossime ed economicamente interconnesse, almeno 3 comuni di zona geograficamente delimitata ed omogenea, ecc…).

Al punto 6 la delibera così si esprime ."…..i patti territoriali possono essere attivati in tutto il territorio provinciale in relazione alla loro funzione di promozione di uno sviluppo locale sostenibile". Prosegue poi ."fermo restando quanto previsto prima i patti sono in sede di prima applicazione e fino a modifica della norma (della delibera) attivati nelle: a) aree montane svantaggiate, b)aree a declino industriale, c)aree a potenzialità turistica inespressa per mancanza di progetti e di idonee infrastrutture o di specifiche azioni promozionali, d) aree urbane da riconvertire.

 

La delibera recita: integrazioni e modificazioni alla deliberazione n. 161 del 4 feb 2000 concernente……e di dare atto che i presenti criteri si applicano anche alle nuove proposte di patto presentate ma non ancora valutate……

Il Punto 6 recita:

comma 1 :" i patti territoriali possono essere attivati in tutto il territorio provinciale in relazione alla loro funzione di promozione di uno sviluppo locale sostenibile.

Il comma 2: "fermo restando quanto previsto al comma 1 i patti sono , in tale fase, attivati nelle:

  1. aree montane svantaggiate
  2. aree a declino industriale
  3. aree a potenzialità turistica inespressa
  4. aree urbane.

 

MARKETING TERRITORIALE

Turismo trentino presentato alla BIT Milano febbraio 2002.

Serie di percorsi e proposte presentate dalla Provincia ma che hanno bisogno delle APT, dei Comuni, dei Musei.

 

LEGGE PROVINCIALE 19 dicembre 2001 n. 10

DISCIPLINA DELL'AGRITURISMO, DELLE STRADE DEL VINO E DELLE STRADE DEI SAPORI.

Articolo 1: Finalità.

Con questa legge la Provincia disciplina l'agriturismo, le strade del vino e le strade dei sapori anche al fine di favorire la sviluppo delle zone rurali, la continuazione delle attività agricole attraverso l'integrazione dei redditi e il miglioramento delle condizioni di vita degli agricoltori, la conservazione e la tutela delle tradizioni culturali e dell'ambiente nonché utilizzo del patrimonio edilizio rurale e al fine di sviluppare e diffondere l'ospitalità e il ristoro attraverso la valorizzazione dei prodotti tipici dell'agricoltura trentina.

 

La Provincia Autonoma di Trento ha dedicato sul suo sito internet un collegamento al nuovo strumento legislativo dei Patti territoriali. L'indirizzo è il seguente:

http://www.provincia.tn.it/pattiterritoriali/

Vi è inoltre un Ufficio che si occupa specificatamente di tutta l'istruttoria dei progetti in corso o futuri.

L'indirizzo è il seguente:

PROGETTO SPECIALE COORDINAMENTO PATTI TERRITORIALI E OSSERVATORIO ECONOMICO SOCIALE

Piazza General Cantore, 21/b 38100 TRENTO

Tel. 0461 494540-1 fax 0461 494544

Il Responsabile è il dott. D. LONER.

Chiunque fosse interessato al progetto (privati cittadini, associazioni, enti, imprese produttivi, ecc. ) o volesse far pervenire spunti, suggerimenti, o fissare un appuntamento con il Rappresentante del Comune, per approfondire la tematica o sottoporre proposte può telefonare in Comune o spedire una e-mail all'indirizzo : urp@comune.mezzolombardo.tn.it

Descrizione: Oro lavorato a filigrana. Esempio di oreficeria longobarda del VII secolo (Arte Barbarica). Epoca: Secolo VII . Ubicazione: Brescia, Museo Cristiano

 

 

DOCUMENTI ISTITUZIONALI COMUNALI APPROVATI SUI PATTI TERRITORIALI

 

 

"………..Due parole sui Patti territoriali. Questo strumento, la cui origine è geneticamente da ricondurre ai principi della carta europea delle autonomie locali, è messo a disposizione dalla Provincia alle amministrazioni e alle forze economiche e sociali locali al fine di individuare, proporre e realizzare con la partecipazione delle comunità di affini prospettiche vedute sul proprio futuro economico-territoriale, uno sviluppo sostenibile e condiviso. Con tale strumento che risulta mezzo di programmazione dal basso, la Provincia affida agli enti locali le scelte del proprio sviluppo sostenendo la progettualità autonoma delle comunità e le potenzialità che la stessa esprime.

Gli strumenti di cui dispongono i soggetti del Patto sono sia d’ordine normativo che finanziario. Fra i primi si segnala la procedura speciale in materia di opere pubbliche con la semplificazione delle modalità per il compimento delle attività connesse alla progettazione ed appalto e deroghe alle procedure della programmazione settoriale, e la contrazione dei tempi per la modifica degli strumenti urbanistici. Fra quelli di tipo finanziario vanno evidenziate le particolari forme di supporto contributivo con massima intensità di agevolazione. Anche questo strumento potrà parzialmente aiutare a trovare risorse altrimenti mancanti. I soggetti promotori possono essere parti economiche e sociali, soggetti pubblici e privati, ivi comprese società finanziarie ed istituti di credito e per la sua parte la Provincia, che riuniti attorno al tavolo di concertazione danno avvio alla procedura di negoziazione ed alla stesura di piani di strategia locale di sviluppo e di piani finanziari, da sottoporre per l’approvazione alla Giunta provinciale.

Il fondo per il finanziamento delle spese e progetti nonché delle infrastrutture materiali e immateriali è previsto dalla L.P. 6/99."

(Fonte: dalla relazione finanziaria al Bilancio di previsione 2001 del Comune di Mezzolombardo)

 

 

" Per il servizio relativo al turismo, non essendo il Comune di Mezzolombardo una località turistica, lo stesso sarà da calibrare come funzione di valorizzazione dell’esistente offerta ricettiva, commerciale e storico-artistica. In particolare si asseconderà la nascita della Pro Loco, associazione che si dovrà proporre come primario veicolo promozionale ed organizzativo delle iniziative di consolidamento ed attrazione di consumatori dalle località turistiche vicine, del settore commerciale del paese e del rilancio della qualità e specificità del territorio agricolo e dell’ambiente forestale nel Comune. Si cercherà il coinvolgimento, attraverso la formalizzazione dei Patti Territoriali, anche dei Comuni limitrofi per lo sviluppo dell’enoturismo in presenza di una peculiarità del territorio rotaliano per il vino di qualità, da mettere in connubio con la fruizione delle località del Monte di Mezzocorona e dei Piani di Mezzolombardo, da integrare in un circuito misto enogastronomico-culturale, che comprenda anche l’Istituto Agrario ed il Museo Provinciale di S. Michele all’Adige. Tale nuovo strumento di programmazione dal basso, dovrà costituire, coinvolgendo l’ampia fascia delle forze sociali, imprese e realtà del credito locale, un volano per lo sviluppo del territorio attento alle sue potenzialità e diversità e fornire, all’interno della procedura pattizia, non solo le risorse finanziarie ma anche quelle culturali, di motivazione e scelta di sviluppo, convogliando le aspettative di zona, in comuni e condivisi obiettivi sul futuro territoriale locale in alternativa ad altre e non percorribili scelte."

(Fonte: dal punto 3.4.1 " descrizione del Programma n.4 " -Sport e Turismo- della Relazione previsionale e Programmatica al Bilancio di Previsione 2001 e triennale del Comune di Mezzolombardo).

BOZZA DI SCHEMA DI LAVORO PER SVILUPPARE IL MARKETING AZIENDALE SULL' ENOTURISMO

 

Si introducono in via preliminare alcuni concetti di figure coinvolte nel progetto:

 

 

 

Il Patto Territoriale per la Piana Rotaliana: dati generali

 

Quali obiettivi primari?

Puntare allo sviluppo delle condizioni infrastrutturali e di servizio, sia pubblici che privati, in modo da garantire alle imprese locali le prestazioni e le condizioni necessarie allo sviluppo e rafforzamento competitivo

Fare leva sul potenziale imprenditoriale locale, per qualificare e rafforzare le eccellenze e le peculiarità esistenti, in particolare nei settori dell’agroindustria, del meccanico, costruzioni

Fare leva sulle risorse ambientali e territoriali, con particolare riferimento al settore turistico, affinché si traducano anche in opportunità imprenditoriali di offerta integrata con l'esistente tessuto commerciale e della coltivazione e commercio del vino.

Quali filoni di intervento?

Asse 1 –: INTEGRAZIONE FILIERA VITIVINICOLA CON IL TURISMO DI PROSSIMITA' (ENOTURISMO)

Asse 2 – : INCUBATORI DI IMPRESA E NUOVA IMPRENDITORIALITA'- FORMAZIONE Rafforzamento del potenziale e delle eccellenze presenti sul territorio (filiere agroalimentari, artigianato e piccola impresa meccanica, servizi di qualificazione e di sviluppo competitivo)

Asse 3 –: NUOVI SERVIZI PER I CITTADINI (INFRASTRUTTURE SOVRACOMUNALI)

Quali i soggetti sottoscrittori del Patto?

Quale il loro impegno?

Amministrazioni pubbliche:

Comuni di Mezzolombardo, Mezzocorona, San Michele a/Adige, Faedo, Roverè della Luna

La Provincia: snellire e favorire gli adempimenti burocratici che attengono ai progetti inseriti nel Patto Territoriale; attività di informazione e promozione su finalità e contenuti del Patto; attivare risorse anche nel campo della formazione professionale; attivare interventi di sostegno con le risorse previste dalla L.P. nr.3/99

Impegni integrativi

I Comuni: snellire e semplificare le procedure amministrative di competenza per il rilascio di concessioni edilizie nuovi insediamenti; dare attuazione alle azioni previste per la costituzione dello Sportello Unico per le Imprese a livello territoriale.

Altri Enti: da individuare

Azioni di supporto, di informazione e assistenza alle imprese; favorire l'accesso a dati statistici e notizie utili a gestire processi di sviluppo territoriale e valutare effetti del Patto; collaborare con altre Istituzioni firmatarie del Patto all'attivazione di servizi alle imprese volti alla innovazione, qualificazione risorse umane, informazione e promozione del territorio.

Azienda SL, Vigili del Fuoco, AIR SPA.

Snellire le procedure di competenze per garantire alle imprese dei Patto tempi certi e brevi nel rilascio delle autorizzazioni per nuovi insediamenti, ampliamenti e ristrutturazioni insediamenti esistenti.

Sister scarl Trento:

consulente analisi progetto di pre-fattibilità

Attuare, in qualità di incaricato dell'analisi di pre-fattibilità una serie di indagini ed azioni atte ad individuare le possibilità per l'avvio del patto, con interviste, incontri, riunioni per sviluppo e informazione anche per il partenariato privato nell'iniziativa per giungere al Tavolo ed alla Sottoscrizione del Patto

Organizzazioni di categoria interessate:

Associazione Industriali
Associazione Artigiani Prov. Trento
Unione Contadini, Agricoltori ecc

Associazione Commercianti Prov. Trento
Associazione Ristoratori, Agriturismo

Promuovere iniziative finalizzate allo sviluppo dell'area; stimolare attivamente e fornire assistenza tecnica gli associati nella realizzazione degli interventi; mantenere un livello coerente con le intese derivanti dal Patto con altre Organizzazioni sindacali e con gli Enti locali; promuovere interventi nel campo della formazione e qualificazione professionale per accrescere conoscenze e competenze nei lavoratori

Istituti di Credito:

Caritro spa
Cassa Rurale Mezzolombardo S. Michele

Cassa Rurale Giudicarie e Paganella
Banca di Trento e Bolzano spa
Banca Popolare dell'Alto Adige
Banca Popolare del Trentino

Messa a disposizione di risorse finanziarie a condizioni migliori e servizi di assistenza tecnica alle imprese del Patto, da concordare con apposita convenzione

Consorzi Garanzia Provinciali

Verificare la possibilità di potenziare gli interventi nell'area del Patto, attivando convenzioni specifiche per supportare efficacemente programmi di investimento anche a medio termine.

 

 

 

 

 

PROPOSTE PRELIMINARI PER IL PATTO TERRITORIALE DELLA PIANA ROTALIANA

Idee e Linee guida del Comune di Mezzolombardo

 

 

Premessa

Con l'approvazione del bilancio di previsione 2001 da parte del consiglio comunale di Mezzolombardo (delibera n. 14 del 6 marzo 2001) è stata approvata la Relazione Previsionale e Programmatica 2001-03. La Relazione ha posto rilievo ed attenzione allo sviluppo economico futuro del territorio comunale individuando anche nello strumento dei Patti Territoriali il veicolo privilegiato per giungere al risultato ipotizzato. Ciò in particolar modo per quanto riguarda alcuni filoni portanti del territorio e dell'economia locale e cioè il settore vitivinicolo, il commercio e l'artigianato.

Il Programma provinciale di sviluppo di recente approvato dalla Giunta Provinciale conferma l'attenzione rivolta alla crescita provinciale all'interno delle cosiddette "tre filiere di specializzazione -la filiera agro-alimentare, la filiera delle costruzioni e la filiera turistica-", filiere che ritroviamo sul nostro territorio; in particolare per il turismo si mette in evidenza come costituisca un punto di debolezza l'incompleto sfruttamento delle potenzialità di sviluppo e diversificazione dell'offerta turistica.

L'accordo pattizio rotaliano ben si inserisce quindi sulla linea di questa indicazione programmatoria provinciale.

Peraltro bisogna tenere conto che la pratica della concertazione, della negoziazione del coinvolgimento di enti privati imprese, è per le citate forze sociali ed istituzionali comunali, una novità o quasi.

I tempi cambiano peraltro le impostazioni che le istituzioni locali devono ricercare nel confronto periodico con la comunità sociale locale: si avverte dunque la necessità di introdurre ed allargare questa pratica, valorizzando l’assunzione di impegni espliciti da parte degli attori sociali e rendendoli verificabili perché producano risultati concreti.

L’Amministrazione Comunale di Mezzolombardo, ha dunque deciso di ricorrere al Patto Territoriale perché si colloca in un contesto provinciale in via di rapido mutamento e quindi l’idea che i soggetti istituzionali, sociali ed economici in campo debbano e possano svolgere meglio il proprio ruolo di agenti di sviluppo collaborando, pur se di impatto è doverosamente obbligata ed attuale.

In secondo luogo il Patto Territoriale può rappresentare per i Comuni coinvolti uno strumento di ottimizzazione e di armonizzazione degli strumenti legislativi provinciali attualmente accessibili, vale a dire tutti quelli previsti dalla L. P. 13 dicembre 1999 n. 6.

Pur con modalità ed ordini di grandezza diversi, queste misure devono essere usate non in termini tali da divaricare la realtà economica del territorio, frammentandola, ma per raccogliere in sinergica collaborazione e cooperazione il distretto della Piana Rotaliana, rispetto ad aree più sviluppate del resto della provincia.

E' assodato che esistono, nel complesso dei comuni coinvolti, notevoli trasversalità settoriali, strutturazione di bacini economico-sociali omogenei, linee unificanti tali da giustificare la scelta di questo strumento territoriale piuttosto che altri. E' anche vero che tale iniziativa può risultare propedeutica anche ad altre di livello sovracomunale per specifiche attività (ad esempio Servizio associato per Ufficio Tributi).

Un’ultima considerazione motiva l’Amministrazione Comunale di Mezzolombardo a reperire, attraverso il Patto Territoriale, risorse aggiuntive da destinare allo sviluppo di reddito e di occupazione locali: quello che oggi è un punto di forza e cioè una coltivazione intensiva potrebbe divenire nel futuro un punto di debolezza se non trova integrazione con altre dinamiche economiche di supporto e diversificazione.

Le iniziative già avviate a livello provinciale con questo strumento, pur se con una dotazione finanziaria ragguardevole, sono destinate ad inaridirsi ed è quindi necessaria un'accelerazione del progetto per la presentazione al Servizio provinciale competente in tempi ristretti per conoscerne l'esito: le risorse messe in campo devono divenire agenti di crescita endogena.

 

 

 

Obiettivi del Patto Territoriale

Viene dato per assodato che il presupposto di questo strumento (non solo legislativo ma anche sociale tenuto conto dell'impatto sulla ricerca di collaborazione territoriale) è quello di proporre iniziative per l'ottenimento di uno sviluppo socio-economico locale, di zona, territoriale, purchè sostenibile e consolidabile nel tempo.

Ciò significa evidentemente sviluppo sociale economico culturale del territorio compreso nell'iniziativa con l'utilizzo equilibrato, efficace ed efficiente delle risorse presenti senza l'importazione dall'esterno.

Ciò è raggiungibile attraverso una serie di interventi negoziati ed fatti propri dalla/e comunità interessate.

I promotori indicano all'inizio uno schema, una bozza di idee, obiettivi, potenzialità da sviluppare, ma attendono responsabilmente che le imprese, i privati, gli enti, le associazioni, i gruppi locali facciano delle loro proposte, poiché la concretizzazione del progetto si avvale in primis di tutti questi attori.

Si punta a valorizzare la peculiarità del nostro territorio che ben si integra con quella di tutto la Piana e cioè la produzione di vino di qualità (è recente il convegno sulla storica, millenaria presenza in questo speciale, unico territorio "fra i due fiumi" della coltivazione della vite con presenza di una "fattoria romana").

La potenzialità inespressa del turismo locale e le potenzialità espresse dalla cultura del vino e della vite, si sposano nel nuovo corso del turismo del vino dando vita all'enoturismo, nuovissimo circuito di tendenza del turismo cosiddetto di "prossimità". Tale fenomeno di turismo rivolto a ben specifici distretti enoici, secondo le ultime stime (fonte Agritusit e Movimento del turismo del vino) interessa circa oltre 5 milioni di italiani per un volume d'affari di circa 2,5 miliardi di euro. La valorizzazione del territorio implica evidentemente una serie di investimenti per l'accoglienza del turista, sia nel campo infrastrutturale che di marketing. Anche il Censis è notevolmente ottimista nello sviluppo travolgente dei distretti enoturistici e nella sua "mappa dei distretti enoturistici italiani" mette al top le aree del Trentino. La qualità che deve ispirare l'offerta di questo settore, ha avuto recentemente un sigillo prestigioso per due realtà imprenditoriali del Comune che confermano nei fatti la valenza di eccellenza del nostro territorio e del suo prodotto. Il binomio tipicità-territorio è il cardine su cui si deve basare l'offerta al consumatore ed assieme turista in prevalenza proveniente dalla città, sensibile però ai valori genuini ed alla suggestione del piccolo mondo rurale. L'offerta è di tipo prevalentemente stagionale con un auspicato picco autunnale, ma integrata ed alternativa a quella stagionale dell'altipiano.

Su questo marchio naturale e secolare di qualità del territorio si innesta l'altrettanto storica presenza dell'offerta commerciale del paese, posto all'inizio della Valle di Non. Questo settore è sempre risultato di indispensabile supporto al turismo delle località vicine ma deve ambire alla conquista del turista che frequenterà il territorio attratto non dall'offerta sciistica o naturale ma da quella enogastronomica. Far diventare attrattivo il Comune è far crescere la platea dei clienti, in un sinergico e virtuoso circolo economico, motore fra l'altro di occupazione e sviluppo anche per altri settori.

Gli altri settori che, appunto, possono trovare crescita di ricaduta vi è certamente quello artigianale e quello terziario di servizi alle imprese. Per l'artigianato già vivace è questa l'occasione di un ulteriore salto di qualità; la nascita di imprenditorialità (anche con innesto di forze del mondo giovanile), in settori di tecnologia avanzata e di contorno al settore agroalimentare.

Gli assi od azioni da sviluppare si possono quindi così sintetizzare:

 

 

All'interno delle azioni vanno sviluppati dei progetti che in via indicativa possono riguardare:

Azione 1

Il turismo è un settore che sempre più "vende un territorio" e non un posto letto od un prato in montagna e la capacità di attrarre clienti è oggi una prerogativa di un intero sistema territoriale.

Mezzolombardo può vantare alcuni riconoscimenti e attribuzioni legate al suo territorio vocato che vanno sfruttati; si segnalano fra i più noti ma meno valorizzati l'appellatvio di "città del Vino" e di "Una delle 100 città d'Italia".

Fra gli edifici o località di sicura valenza turistica inespressa si elencano:

Punti-luoghi-edifici da potenziare come supporto per un'offerta globale del territorio

  1. la località dei PIANI (riscoprire il castagno)
  2. sentieri e percorsi da fondovalle ad altipiano (esistenti e da rivalorizzare con rilancio della segnaletica e di cartine)
  3. il punto panoramico TORESELA e adiacenze con sistemazione ed abbellimento della strada di accesso (vedi storica Società di Abbellimento)
  4. Parco fluviale Noce - ripensare lo spazio attrezzatoe quello naturale e collegamento con piste pedo-ciclabili
  5. Roggia Morei (recupero vecchi mulini ad acqua?)
  6. Baita Campedel
  7. Monte Fausior e Grotte
  8. Baita dei CANAI
  9. Castello della Torre

A questi luoghi si deve poter arrivare con strade e collegamenti pedo ciclabili e pedonali, in parte già avviati all’interno del progetto provinciale.

  1. E' da meditare una organizzazione della ricettività nel settore alberghiero; (far conoscere le possibilità del bed&breakfast, locali agriturismo)
  2. Valorizzazione del "vino novello" per un percorso di degustazione guidato in autunno ,per evitare la concorrenza di altre località nelle altre stagioni;

Il turismo di ambito enoico-frutticolo, come il turismo d’arte, ha capacità di innescare benefici multisettoriali:

  1. integra l’offerta turistica tradizionale di località viciniori, con prodotti genuini e di tradizione, oggi chiesti da correnti sempre più forti di consumatori di tempo libero;
  2. migliora la redditività delle società agricole con vendite dirette e conoscenza del prodotto da richiedere quando rientrati a casa;
  3. valorizza le qualità del territorio e facilita la decisione all’investimento per il recupero non solo degli spazi naturali e paesistici rilevanti, ma anche del complesso di oggetti e luoghi che concorrono a formare l’aspetto generale della campagna. Rendono più interessanti le azioni di ripristino della complessità biologica e paesistica delle campagne, oggi basata solo sulla logica della diminuzione delle eccedenze produttive;
  4. apre spazi economici interessanti per le produzioni di qualità e di nicchia , incentivando un consumo diretto del "tipico e genuino" che si rifletterà positivamente su un aumento generalizzato di domanda degli stessi prodotti anche nell’ambito della distribuzione commerciale

 

Azione 2:

2.1 "Infrastrutture"

2.2 "Finanza"

2.3 "Snellimento delle procedure"

2.4 Formazione

2.1 La dotazione di infrastrutture è in parte in corso di realizzazione e fa riferimento ai BIC ; risulta da potenziare il settore dei servizi alle imprese che si insedieranno nei contenitori e fra questi un posto di rilievo è da riservare alle attività innovative ed informatiche; la nascita dello Sportello Unico per le Imprese, la formazione professionale e l'apprendimento delle lingue straniere, un portale intermet per la commercializzazione.

2.2 Il tema del credito, appurato che in ambito locale non sussistono problematiche relative all'offerta ed all’accesso al credito per le piccole e medie imprese locali, risulta invece da ricercare l'offerta di nuovi strumenti finanziari per gli investimenti produttivi e di nuova finanza (ad esempio project financing, BOC, ecc.). Nel Patto si vuole sviluppare questa area di attività, in stretta collaborazione con le istituzioni e organizzazioni preposte, al fine di individuare soluzioni nuove da proporre al sistema imprenditoriale per agevolare gli investimenti produttivi e la creazione di nuova occupazione.

Per questi motivi dovranno venir coinvolti tra i sottoscrittori gli istituti di credito ed eventualmente i consorzi di garanzia fidi regionali.

2.3 Una burocrazia più snella e una amministrazione più efficiente sono stati identificati come fattori determinanti nel processo di miglioramento dell’ambiente esterno in cui operano le imprese. Con questi obiettivi all’interno del Patto territoriale i Comuni e gli enti coinvolti nella erogazioni di autorizzazione e nell’attivazione di procedure burocratiche amministrative necessarie all’impresa per intraprendere la propria attività, dovranno impegnarsi attraverso la firma di uno specifico accordo ad adottare procedure che riducano e rendano certi i tempi necessari all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni.

Altro filone da approfondire è quello della formazione nei suoi diversi ambiti: scolastico, artigianale, innovativo. L'istituzione di un corso di studi quinquennale sul turismo, sull'innovazione tecnologica applicata all'agroalimentare, sull'informatica potrebbe dare connotazione di specialità al Polo scolastico della scuola superiore. Il coinvolgimento delle scuole è necessario per introdurre sia una cultura di accoglienza del turista, sia di conoscenza delle lingue, sia dello sviluppo di modelli e strumenti informatico-multimediali, sia delle potenzialità di internet e del e-marketing.

Azione 3

Settore che comprende le grandi infrastrutture sovracomunali che irradiano la loro attrattività a tutto il territorio;

la piscina, la localizzazione è già stata individuata e per la quale è in corso un progetto di fattibilità e di piano finanziario, costituisce il punto principale per il Comune di Mezzolombardo che ha ricercato e messo a disposizione gli strumento per l'area di realizzazione.

Fra le altre azioni si può ipotizzare ai fini storici e di tradizione locale, l'edificio ex Cantina il cui recupero della vecchia cantina sotterranea con la realizzazione di uno spazio di visita; altro edificio da risanare con ottica . Gli esercizi commerciali andranno inseriti ne "centri storici" in corso redatto ai sensi della LP 6/2000. Abbinato a questo si potrebbe ipotizzare la realizzazione della biblioteca di sistema e cioè con respiro sovracomunale, con annessa area/sezione specialistica sullo studio-economia del vino. Altro edificio nel quale riservare uno spazio dedicato ad esposizioni e convegni mostre ecc è quello dell'ex Macello.

Il recupero di manufatti e strutture edilizie di particolare significato storico-tradizionale potrebbe essere rivolto anche alla creazione di un parco ambientale con la vite. Recupero con ottica al turismo e di supporto ad iniziative di marketing dell'edificio ex Pesa.

Soggetti proponenti

I soggetti promotori del Patto sono i Comuni di Mezzolombardo, Mezzocorona, San Michele all'Adige, Faedo e Roveré ella Luna.

 

Altri soggetti da coinvolgere

L'elenco (sempre emendabile ed aperto ad aggiornamenti) riguarda il nostro Comune.

Descrizione dell'ambiente

La Piana Rotaliana si estende per circa kmq; il territorio del Comune di Mezzolombardo è di circa kmq di cui coltivati a vite; abitanti al 31.12.2001 n. 6034; edifici ;agritur nr ; istituti bancari nr. 5;

cantine presenti nr. di cui n. 1 cooperativa, nr private

consorzio frutta nr. 1

distillerie nr.

alberghi nr. con posti letto nr…. arrivi nel 2001 nr presenze nel 2001 nr.

Esercizi pubblici: nr. bar e nr.. ristoranti

Agriturismo nr.

Negozi nr. , di cui nr. del settore alimentare e nr. dell'extralimentare

 

 

Contesto sociale all'iniziativa

Sono previste delle pubbliche assemblee nelle quali illustrare le opportunità offerte dall'adesione al Patto Territoriale. Le assemblee potrebbero essere precedute da incontri con in singoli settori/comparti interessati per una disamina di massima della coolaborazione richiesta/offerta. Successivamente gli incontri potrebbero essere allargati contando sul fato che nel frattempo i singoli rappresentanti si siano confrontati con la loro base illustrando il progetto e raccogliendo proposte ed indicazioni. Il concetto forte che si dovrebbe far passare è quello di ambito territoriale , di distretto enoturistico, di territorio rotaliano da privilegiare ed esaltare rispetto all'azione individuale e di singolo esercizio, comune e territorio.

IMPEGNI DEI SOTTOSCRITTORI

Comuni

I Comuni che aderiscono al Patto si impegnano sia a snellire che a semplificare le procedure amministrative di loro competenza per il rilascio delle concessioni edilizie per nuovi insediamenti produttivi, sia a procedere ad una progressiva omogeneizzazione delle stesse e degli iter burocratici e di controllo in genere. I Comuni aderenti al Patto sono impegnati a realizzare lo sportello unico per le imprese.

Provincia

Per la parte di sua competenza si impegna a snellire e favorire gli adempimenti burocratici che attengono i progetti inseriti nel Patto Territoriale; a dare la più ampia informazione e promozione alle finalità e ai contenuti del Patto, a predisporre e/o rafforzare strumenti tecnico/organizzativi atti a fornire informazioni e assistenza e a seguire le procedure attivate.

Associazioni di categoria

Le Associazioni di categoria imprenditoriali e cooperative, operanti nei settori dell’agricoltura, dell’industria, dell’artigianato, del commercio e servizi si impegnano a stimolare attivamente e assistere da un punto di vista tecnico, con i propri servizi e le proprie strutture, gli associati nella realizzazione di nuovi investimenti.

Le associazioni di categoria si impegnano inoltre a mantenere un livello di relazioni coerenti con le intese derivanti dal presente Patto, assunte anche con le Organizzazioni sindacali e con gli Enti locali.

Istituti di credito

Gli istituti di credito che aderiscono al Patto, si impegnano a partecipare al programma attraverso la messa a disposizione di risorse finanziarie a condizioni migliori rispetto a quelle applicate, a studiare operazioni con i consorzi fidi provinciali. Dette condizioni saranno concordate tramite apposita convenzione. Allo stesso tempo gli Istituti di credito firmatari del Patto si impegnano a partecipare attivamente a tutte le fasi della sua implementazione fornendo assistenza alle imprese secondo le proprie competenze.

I consorzi di garanzia

I consorzi di garanzia fidi opereranno con convenzioni a favore delle imprese artigiane, cooperative ed industriali degli associati che attiveranno iniziative nell'ambito del Patto.

In particolare attiveranno convenzioni ad hoc per supportare efficacemente i progetti di investimento delle imprese, per operazioni di finanziamento a medio termine (48, 60, 84 mesi).

Camera di commercio

La Camera di commercio si impegna e assicura al patto i necessari supporti e gli strumenti conoscitivi, informativi ed operativi di cui essa dispone. Quale compito istituzionale, si impegna a favorire l’accesso e l’acquisizione dei dati statistici e delle notizie utili a gestire i processi di sviluppo territoriale e a valutare gli effetti del Patto territoriale, rispetto agli obiettivi prefissati e i risultati via via conseguiti.

Allo stesso tempo la Camera di Commercio si impegna con i propri servizi a collaborare con le altre istituzioni coinvolte nel Patto territoriale, all’attivazione di servizi alle imprese per favorire l’innovazione, la qualificazione delle risorse umane, l’informazione e la promozione del territorio.

Azienda Sanitaria Locale, Vigili del Fuoco

ASL e Vigili del Fuoco partecipano al Patto e si impegnano ad attivarsi per snellire le procedure di loro competenza al fine di garantire alle imprese di ottenere in tempi certi e brevi le necessarie autorizzazioni legate all’apertura di nuovi insediamenti produttivi e/o di ampliamenti e ristrutturazione di insediamenti esistenti. A tal fine si impegnano a dare assistenza tecnica alle imprese nella fase di redazione dei progetti.

 

 

 

Agevolazioni tariffarie ipotizzabili

Si può pensare alla concessione di agevolazioni tariffarie alle controparti commerciali che aderiranno al Patto.

 

Punti di debolezza da recuperare

 

Mancanza di progetti comuni e condivisi sull'offerta del territorio; carenza di immagine e marketing sovracomunale, carenza di infrastrutture ricettive, mancanza della cultura dell'ospitalità, assenza di infrastrutture ricreative di richiamo.

 

 

Alcune note sulle tendenze del turismo attuale

 

Il mercato turistico, anche a seguito degli avvenimenti dell'11 settembre scorso, ha subito, rectius accelerato, delle tendenze in atto oramai da qualche anno. Il modificarsi degli stili di vita, lo sviluppo della mobilità e la grande possibilità offerta dalla informazione anche informatica, hanno determinato un'evoluzione della domanda turistica.

Il turista attuale ha grande voglia di conoscenza di prodotti genuini, di nuovi itinerari, di nuove scoperte di località minori e del territorio. Queste nuove aspettative trovano un'offerta, per quanto ci riguarda, di prodotti tradizionali e dei luoghi di produzione: il marketing territoriale punta essenzialmente su questo, per soddisfare la domanda sempre più mutevole ed esigente, se non integrata in un sistema complessivo ed alternativo all'offerta comune.

La nicchia di turismo legata all'offerta di vino e prodotti tipici è in grande sviluppo. Gli operatori provinciali sono in ritardo; occorre riuscire a creare pacchetti di offerta completi.

 

Mezzolombardo 30 aprile 2002

 

 

Intervento dell'Assessore Bruno Kaisermann, in sede di presentazione del progetto per l'avvio di un costituendo Tavolo di Patto Territoriale della Piana Rotaliana, avvenuto presso il Municipio di Mezzocorona il 14 giugno 2002.

 

 

PRESENTAZIONE ALLA STAMPA DEL PATTO TERRITORIALE DELLA

"PIANA ROTALIANA"

 

 

 

In qualità di rappresentante del Comune di Mezzolombardo per il progetto propedeutico alla nascita, speriamo, del Patto Territoriale della Piana Rotaliana, voglio rappresentare brevemente l'intendimento che ha mosso l'Amministrazione del mio Comune ad una convinta partecipazione a questa iniziativa.

E' ben noto a tutti il significato di questo nuovo strumento di programmazione negoziata, vale a dire di una programmazione del territorio non verticistica e calata dall'alto, ma bensì di una programmazione concertata e condivisa fra chi sul territorio vive e lavora, e chi del territorio, ha la regia complessiva.

L'idea innovativa che sta alla base di questo strumento è quella di poter muovere una pianificazione di crescita economica e sociale con protagonisti gli attori del settore produttivo e della società civile locale che vivono sul loro territorio e lo conoscono bene.

La scommessa si gioca nel coinvolgere in una sorta di joint-venture, settore pubblico e privato, usufruendo al meglio le peculiarità di entrambi in un sinergico e condiviso percorso di sviluppo e progresso che non è solo di tipo economico ma anche sociale e civile. Fondamentale in questo percorso è la condivisione degli obiettivi che deve promanare dagli Amministratori Comunali dei territori, quale tangibile segnale di comunanza e comunione di idee e progresso per i cittadini.

Il nostro territorio, storicamente vocato alla cultura di matrice enoica, e per questo conosciuto sia a livello provinciale che nazionale, ha in sé anche altre linee che accomunano le singole comunità. Questo collante è essenziale per creare un clima di fiducia, reciproca stima e compattezza fra amministratori ed amministrati, nella visione comune della crescita di valore territoriale e quale carburante all'intraprendenza degli imprenditori locali dei diversi settori.

La consapevolezza che il fare rete e sistema fra comunità locali, che da sole sono poco rilevanti in termini di numeri e risorse, ma che invece messe assieme riescono ad esprimere molto di più della somma algebrica dei singoli addendi nonché energie e risorse la cui ricaduta

 

 

va a beneficio di tutti, è già da sola sufficiente a motivare l'adesione ed il consapevole sostegno all'accordo.

- La responsabilizzazione dei soggetti locali, pubblici e privati,

- le realizzazioni già avviate e quelle in istruttoria,

- la forte presenza in questo progetto del principio della sussidiarietà, in questa occasione nei due vettori verticale ed orizzontale,

sono importanti indicatori delle potenzialità progettuali insite nel tessuto produttivo e sociale di aree come la Piana Rotaliana, con spunti e motivi di unione in parte derivanti dalla storia ed in parte di recente aggiornata implementazione.

Ecco quindi che la politica, l'amministrazione devono ragionare non più, rectius non solo, in senso verticale, ma in orizzontale secondo una logica di responsabilità variabile nei confronti del territorio ed i suoi abitanti; il processo di costruzione e progettualità dal basso delle scelte che riguardano il proprio futuro e sviluppo, pur inserito nel quadro generale della programmazione provinciale, deve portare la periferia del sistema, costituita dai Comuni, vera nervatura portante dello Stato, ad ereditare le funzioni di servizio svolte centralmente e a decidere con sicurezza del proprio sviluppo socio-economico.

E' evidente che il nostro auspicio è quello che il coinvolgimento in questo strumento di privati, imprese economiche, associazioni, organismi imprenditoriali, segua di pari passo l'accordo e l'armonia di vedute che collega gli amministratori: è altresì evidente che nel distretto rotaliano ogni Comune ed ogni comunità manterrà la propria autonomia e peculiarità, poiché quella che si mette assieme è una visione prospettica di linee guida che uniscono le diversità e non le frammentano. L'obiettivo è quello di elevare l'offerta e la qualità del territorio ad un livello di eccellenza in tutti i settori della composita società con la quale ci confrontiamo: l'attenzione verrà posta su tre assi, intesi come linee guida portanti, ma aperti a suggerimenti ed integrazioni provenienti dagli interlocutori interessati che verranno via via coinvolti nel processo di costruzione del progetto. L'ottica infatti che si intende seguire è quella della concertazione al fine di creare consenso e condivisione da parte dei soggetti locali, ai quali, tramite i loro rappresentanti, è chiesto uno sforzo importante per poter fare anche un salto mentale e culturale notevole per irradiare nella comunità una consapevolezza dell'agire insieme in piena e pari dignità fra i cinque Comuni, per i quali non fa premio la diversa dimensione demografica o infrastrutturale, ma l'iniziativa, la fantasia e l'intelligenza di mettere sul tavolo comune del gruppo di lavoro, proposte, idee, soluzioni, indirizzi e strategie che formino sinergie concrete ed orientate allo sviluppo.

Il Comune di Mezzolombardo considera di pari dignità ed importanza i tre assi, ma vede con particolare attenzione le azioni di corollario e supporto dell'asse due, asse che riguarda il settore degli incubatori di impresa, la formazione e l'innovazione imprenditoriale e quella del terzo asse relativo ad azioni per il centro storico e gli esercizi commerciali; in particolare la creazione sull'area di circa 9.300 mq, a sud di Mezzolombardo del Business Innovation Center, uno dei cinque previsti nel Trentino, oltre a trovare collegamento tecnico-scientifico con l'Università degli Studi di Trento per ottenere una struttura a livello di eccellenza, dovrà

occuparsi di favorire la nascita di nuove imprese e quella di servizi collegati: penso alla formazione tecnica, all'apprendimento delle lingue straniere, al marketing e alla commercializzazione con un portale internet, allo Sportello Unico per le Imprese con copertura della Piana Rotaliana.

Per il centro storico va migliorata ed ampliata l'offerta, con nuove iniziative anche infrastrutturali, per consolidare la secolare tradizione commerciale di Mezzolombardo, vero emporio di riferimento per l'ampia area di riferimento locale e della bassa Val di Non.

La chiave di lettura dell'accordo è tutta qui: usare gli strumenti che la globalizzazione impone con forza per valorizzare la localizzazione; sviluppare elementi per far divenire attrattivo il distretto Piana Rotaliana; usare quindi il marketing territoriale come arma per mettere in evidenza con giusto orgoglio questo stupendo territorio e gli enti, le aziende, le entità sociali e culturali, le popolazioni che ci vivono.

Il territorio come un qualsiasi altro produttore di beni ha un suo mercato di riferimento, ha la necessità di stare sul mercato e rispondere alle domande, sia quelle che provengono dall'ambito delle trasformazioni economiche sia quelle che giungono dal segmento sociale e culturale, ed agli amministratori spetta il compito di cercare di dare risposte ai cittadini sia in termini di viabilità, infrastrutture e servizi erogati, sia riguardo ad offerta di opportunità di sviluppo sostenibile.

Concludo auspicando che lo sforzo che si accingiamo a compiere sia compreso e valutato nella sua valenza di ricerca di interesse diffuso e di leva di potenzialità.

Grazie per l'attenzione.

 

 

COMUNICATO STAMPA EMESSO IN SEDE DI PRESENTAZIONE PROGETTO

 

A cura di:

SISTER Scarl - Sistemi Integrati Sviluppo Territorio - Trento

La Piana Rotaliana identifica storicamente il territorio "de mez" tra il mondo tedesco e quello italiano. In virtù di questa specifica collocazione geografica, ma anche delle specificità culturali sedimentatasi nel corso dei secoli, la Piana Rotaliana è chiamata a svolgere una funzione di collegamento e di ponte tra due componenti etniche fondamentali per il futuro dell’integrazione europea.

Anche le Valli di Non e di Sole nonché l’altopiano della Paganella trovano nella Piana Rotaliana un riferimento territoriale consolidato che le pone in collegamento con la Valle dell’Adige quindi con le località centrali localizzate lungo l’asta del fiume Adige.

A partire da quest’importante, ma anche insidiosa, funzione di collegamento tra contesti culturali e geografici diversi, le amministrazioni comunali della Piana Rotaliana, segnatamente le amministrazioni dei Comuni di Mezzocorona, Mezzolombardo, S. Michele a/Adige, Roverè della Luna e Faedo, costatata anche la fecondità della collaborazione già avviata nel recente passato, posti di fronte alle sfide:

- della complessità delle dinamiche dell’economia e della società che richiedono un coordinamento per dare risposte adeguate alle nuove esigenze di servizi che nascono sul territorio;

della necessità di intraprendere iniziative congiunte per raggiungere una scala territoriale adeguata ai problemi gestionali da affrontare;

dell’importanza crescente della collaborazione tra settore pubblico e settore privato per lo sviluppo delle capacità d’innovazione tecnologica delle piccole imprese;

dell’orientamento della PAT inteso a privilegiare azioni di sviluppo che nascano dal basso e riescano a soddisfare esigenze turistiche inespresse facendo leva in particolare sui Patti Territoriali tra operatori di aree sovracomunali;

della vocazione turistica inespressa del territorio della Piana Rotaliana e della presenza a livello locale di un forte sistema vitivinicolo,

dopo una prima fase organizzativa che ha portato alla costituzione di un gruppo di lavoro composto dagli incaricati delle amministrazioni comunali interessate, hanno deciso di intraprendere un percorso comune finalizzato all’attivazione di un Patto Territoriale.

Il percorso, di seguito esposto nelle sue linee guida, si configura come una tappa propedeutica all’elaborazione del Patto Territoriale della Piana Rotaliana ed assume, di fatto, le caratteristiche proprie di uno studio di prefattibilità.

Gli interventi di sviluppo sociale, economico ed ambientale oggetto di approfondimento nell’ambito del progetto per la Piana Rotaliana sono coordinati all’interno delle tre linee guida di seguito specificate:

a) valorizzazione della vocazione turistica della Piana Rotaliana in sinergia con il potenziamento de sistema vitienologico locale. Il proposito consiste in particolare nel qualificare la strade del vino della Piana Rotaliana strutturandole come un unico percorso enogastormomico da integrare anche con i principali momenti di attrazione turistica già organizzati innanzi tutto con i giacimenti storico culturali presenti sul territorio, come il Museo degli Usi e Costumi di S.Michele all’Adige, i siti di interesse archeologico (Laiti, Giontec, Calcara, Nogarole, Miniere) nonché nella riqualificazione commerciale, infrastrutturale ed ambientale dei centri storici. Si mira altresì a rafforzare il distretto vitivinicolo della Piana Rotaliana puntando sull’offerta di ricerca in collaborazione con le iniziative già avviate dall’Università degli Studi di Trento;

costruire una rete di innovazione, informazione, investimento (attorno ad un Business Innovation Centre) per le piccole e medie imprese attive su segmenti di mercato particolarmente dinamici sotto il profilo della domanda di mercato e della tecnologia di produzione o dell’organizzazione del trade;

individuare le opere pubbliche che in una logica di sistema territoriale possono offrire servizi in modo efficiente ed efficace ai cittadini. L’insieme delle amministrazioni pubbliche potrebbe avere delle potenzialità di risposta alle esigenze dei cittadini sia sotto il profilo delle economie di scala che dell’integrazione dei cicli produttivi (acqua, energia, rifiuti, ecc.) nonché dell’organizzazione dei servizi. Trattasi di stabilire gli investimenti necessari per la razionalizzare l’erogazione di servizi pubblici locali e per il lancio di nuovi servizi richiesti dai cittadini.

Il progetto sarà sviluppato in sintonia con le organizzazioni delle categorie economiche e sociali presenti sul territorio con le quali saranno organizzati dei tavoli di lavoro e promosse azioni di ascolto per selezionare le proposte d’intervento. Lo sbocco auspicato per il percorso intrapreso è costituito dalla stipulazione del Patto Territoriale della Piana Rotaliana.

 

PROGRAMMA DI MASSIMA PER INCONTRI DI INFORMAZIONE DEL PROGETTO

ORA E DATA INCONTRO

SETTORE ECONOMICO INTERESSATO

DESTINATARIO

NOTE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rassegna stampa

Fonte: quotidiano TRENTINO di domenica 16 giugno 2002

LAVIS ROTALIANA

 

 


Una delle sale del Museo degli usi e costumi di S. Michele

L'accordo c'è, nasce il patto territoriale

Solo Nave San Rocco ha deciso di non aderire

Dal vino all'archeologia, il gioco delle peculiarità

MEZZOLOMBARDO. L'antico territorio de Mez ritrova la propria unità e veleggia verso un accordo sovracomunale dal nome di Patto Rotaliano. Lo hanno giurato davanti alla stampa i rappresentanti dei cinque comuni coinvolti: Mezzocorona, Mezzolombardo, Roverè della Luna, San Michele all'Adige e Faedo. Rimane escluso, ma si dice per "autoesclusione", Nave San Rocco. Il patto infatti gravita su alcune peculiarità comuni, prime fra tutte il vino, non importa se teroldego o altra varietà. La bevanda gradita a Bacco è il denominatore comune.

L'obiettivo è dare vita ad una collaborazione intensa, votata al turismo di qualità. Una qualità assicurata oltre che dal vino, che ha nella cittadella delle Cantine il proprio santuario, dalle recenti scoperte archeologiche.

Catalizzatore del patto è Luciano Pilati che, esperto di sistemi integrati per lo sviluppo del territorio, ha predisposto la magna carta del Patto. Un accordo ancora in fieri che avrà bisogno di tempo per configurasi nella sua stesura originaria ma che si preannuncia ricco di importanti novità. Partendo da un comune denominatore i cinque comuni, per bocca dei loro rappresentanti (Vittorio Tonazzo di Mezzocorona in veste di coordinatore, Bruno Kaisermann per Mezzolombardo, Claudio Malpaga per San Michele all'Adige, Michele Kaswalder per Roverè della Luna ed Enzo Tomasi per Faedo) hanno cercato di mettere in luce ciascuno le peculiarità del proprio territorio.

E così la Nonna di Mezzocorona andrà sposa, nel nome del turismo, all'uomo venuto dal ghiaccio, ovvero ad Ötzi in modo da creare un circuito turistico che leghi l'Alto Adige alla Rotaliana. Mezzolombardo invece privilegerà la creazione di un Bussiness Innovation Center (in gergo Bic). In collaborazione con il polo tecnico - scientifico dell'Università di Trento, il centro si occuperà di favorire la nascita di nuove imprese e dei servizi ad esse collegate. Se questo centro è previsto nella zona artigianale ed industriale, la borgata non è certo disposta a lasciar languire la tradizionale vocazione commerciale.

Per San Michele certamente il Museo degli Usi e Costumi dovrà essere inserito nel circuito turistico, ma lo snodo portante sarà costituito dall'Istituto di San Michele e dalle sue ricadute su un territorio che ha fatto della vite il proprio simbolo. Faedo con le sue cantine che già contano un elevato numero di clienti, dovrà sviluppare una struttura ricettiva in grado di dare il "la" ad un turismo enogastronomico. Lo stesso discorso vale per Roverè della Luna che inoltre vanta una peculiarità unica nella zona: la tradizione affermata di una bravura quasi genetica nella lavorazione del legno e in particolare nella carpenteria. Il trait d'union tra una così vasta e variegata area sarà costituito dalle strade del vino e dalle piste ciclabili.