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CARTA DI REGOLA

I MANOSCRITTI 

Il testo della carta di regola o statuto della comunità di Mezzolombardo è contenuto, nella formulazione dell'anno 1584 approvata dal principe vescovo di Trento cardinale Lodovico Madruzzo, con le aggiunte e modificazioni successive e le conferme dei principi vescovi fino all'anno 1791, in due manoscritti originali conservati nell'archivio dello stesso Comune di Mezzolombardo. 

Il primo manoscritto (ms. 1), che abbraccia il periodo 1584 - 1777, è un volume originale, membranaceo (fatta eccezione per 5 fogli), abbastanza ben conservato, di mm. 285 x 330 (con qualche foglio di misure più piccole), legato in pelle; la legatura è di fine sec. XVIII; sul piatto anteriore sta impresso, a caratteri in origine dorati, ora quasi completamente privi della doratura, il titolo "Capitolo regolare di Mezolambardo" (sic!). Il volume consta di 47 fogli, numerati solo da 1 a 19, dei quali 42 membranacei e 5 cartacei; quattro fogli contenenti il testo degli anni 1727 - 1731 sono inseriti fuori posto, fra gli anni 1764 e 1771: nella presente edizione viene ovviato a tale inconveniente riportando il testo alla sua esatta successione cronologica. Il primo foglio del volume contiene soltanto la seguente annotazione: "L'anno 1804 e 1805 fu regolano comunale il signor Bortolamio figlio del quondam signor Francesco de Pauli"; dei cinque fogli cartacei uno costituisce il foglio 32 del testo, mentre gli altri quattro sono posti alla fine del volume: di essi il primo e il quarto sono bianchi, il secondo porta delle annotazioni riguardanti la presentazione del volume in lite negli anni 1597, 1609 e 1695 (due simili annotazioni si trovano anche in calce al foglio 24v, una senza data, l'altra con data 1719), il terzo porta delle note circa l'investitura della regolania maggiore che la comunità riceveva dai baroni di Sporo in seguito al contratto d'acquisto della stessa stipulato l'anno 1620. Il testo è naturalmente vergato da mani diverse: la 

variazione si registra ad ogni aggiunta o approvazione del principe vescovo; l'inchiostro usato è generalmente bruno, talvolta nero. Lo scritto appare in varie parti sbiadito, a volte a causa del frequente uso del volume, altre volte per danni da umidità o pieghe della pagina, altre volte ancora per la natura dell'inchiostro e del supporto scrittorio; la scrittura appare qua e là ripassata nei punti dov'è sbiadita; per la lettura si è dovuto ricorrere talvolta anche all'uso della lampada, di Wood.

Nel manoscritto i capitoli sono numerati da 1 a 157, con una numerazione progressiva che comprende, oltre al testo del 1584, anche le aggiunte e modificazioni successive fino al 1708: a causa della ripetizione per errore del n. 76, essa è stata corretta nel manoscritto, in epoca pressapoco coeva, dal n. 77 al n. 113, determinando invece la ripetizione di quest'ultimo numero.

Nella presente edizione si è ovviato a tale inconveniente distinguendo i due numeri 113 attraverso l'aggiunta di un bis al secondo, come pure è parso opportuno, per ragioni pratiche, continuare la numerazione dei capitoli anche successivamente al 1708, sino alla fine del testo, introducendo cosi i numeri dal 158 al 206. Il manoscritto era corredato in corrispondenza delle approvazioni del principe vescovo degli anni 1584, 1604 e 1621 di sigilli pendenti, come appare dalle corroborationes di quegli anni e anche, per l'anno 1584, dal Repertorio (dei documenti d'archivio) novamente fatto per il eccellentissimo signor dottor Francesco de Vicari et per l'egregio messer Giovan lacomo di lori notaro sotto l'anno 1630, che al n. 65 menziona "un libro de regola" del 1584 "col suo sigillo pendente"; successivamente tali sigilli andarono perduti; restano invece quindici sigilli aderenti, ben conservati, in corrispondenza delle conferme dei principi vescovi dal 1628 al 1777. 

Il secondo manoscritto (ms. 2), contenente il testo dei nuovi capitoli di regola del 1790 e successive variazioni del 1791, è un volume cartaceo, originale, di mm. 245 x 370, legato in cartone, ben conservato; la legatura è coeva; porta sul frontespizio il titolo "Nuovi ordini e regole da osservarsi nel governo economico della magnifica comunità di Mezzolombardo".

Il volume consta di cc. 29, numerate solo da 1 a 18, cioè in corrispondenza del testo del 1790; tre sono bianche, una all'inizio e due alla fine del volume; all'inizio di questo, prima del frontespizio, è inserita la lettera, di cc. 2, corredata di sigillo aderente, con cui il p. v. Pietro Vigilio accompagna i nuovi capitoli di regola: nella presente edizione il testo della lettera viene posposto al titolo del volume; alla fine di questo è inserita la petizione, di cc. 2, inviata nel 1791 dalla comunità allo stesso p. v. Pietro Vigilio, con cui si chiede che siano introdotte delle modifiche ai capitoli del 1790: nella presente edizione tale petizione viene fatta precedere alle modifiche che, in seguito ad essa, verranno concesse, contrariamente a quanto si registra nel manoscritto; nel computo di cc. 29 sono conteggiate anche le cc. 4 dei due allegati sopra citati. Il testo è vergato da varie mani, in corrispondenza delle diverse parti del volume; l'inchiostro è nero o bruno. 

Le informazioni sono state tratte dal libro
"Carta di regola di Mezzolombardo"
a cura di Silvio e Mariano Devigili,
reperibile presso la biblioteca comunale di Mezzolombardo

 

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